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Roberto Giachetti > Politica > articolo

Un’altra domenica di stupidità e vergogna


Roma, 30-11-2009

A quanto pare non c’è verso che le cose cambino se qualcuno non le vuole cambiare. Dopo aver presentato un’interrogazione pochi giorni fa per evidenziare l’insostenibilità della diffusa prassi di apostrofare giocatori di colore, avversari e non (come nel caso di Okaka), con i consueti cori razzisti, stavolta è toccato al centrocampista della Juventus Sissoko divenire il bersaglio dei buu di una parte consistente della tifoseria del Cagliari. Mi auguro che questa volta, a differenza di quanto accaduto alla settima giornata (Cagliari-Inter, cori contro Eto’ e Balotelli da cui il pubblico nella sua prevalenza si è però dissociato e per questo non si è ritenuto di sanzionare la società) il giudice sportivo riterrà di punire un simile comportamento perchè la situazione continua ad essere insostenibile.

In questa stagione non mi risulta che, a parte quella settima giornata, il giudice abbia rilevato la presenza di cori a sfondo razziale ma solo, negli altri casi, cori insultanti, intimidatori e incitanti alla violenza. Abbiamo però testimonianze diffuse che simili episodi accadono ogni domenica e in ogni stadio, possibile che il pubblico li senta mentre chi deve vigilare non se ne accorge? Cosa succederà adesso? Il giudice sportivo derubricherà anche questi buuu come insulti a carattere non discriminatorio?

Non è affatto normale, secondo me, che a fronte di una disciplina normativa chiara siano i calciatori di una o di un’altra squadra, eventualmente, a voler richiedere la sospensione della partite in presenza di simili atti, come ha dichiarato di voler fare il capitano dell’Inter Zanetti. Qui esistono delle norme e delle responsabilità precise e sarebbe arrivato il momento di metterle in pratica. Il Ministero dell’Interno, la giustizia sportiva, hanno intenzione di continuare ancora a far finta di niente?

ps. tutti coloro che continuano a replicare su questo blog come se fossimo di fronte ad una disputa tra tifoserie non mi troveranno connivente. Ho sollevato il caso la settimana scorsa perchè ritenevo che la misura fosse colma. Penso che di fronte a manifestazioni discriminatorie non vi sia mai un momento sbagliato in cui cominciare a ribellarsi. Io ho scelto questo, ognuno scelga il suo momento ma credo che per nessuno ci sia più tempo per falsi alibi: i buuu, le noccioline, i “non esistono negri italiani” ad esempio, non sono derubricabili a semplici insulti.


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