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Roberto Giachetti > Politica > articolo

Cori razzisti: qualche chiarimento


Roma, 27-11-2009

Leggendo i commenti all’ultimo post mi corre l’obbligo di fare qualche precisazione. Intanto rispondo a chi sostiene che la mia fede giallorossa, peraltro mai negata, e il mio ruolo di parlamentare, mi impediscano di occuparmi di una questione che con il tifo e la passione sportiva non ha davvero niente a che fare mentre, al contrario, si impone come un fatto di civiltà che mi sta a cuore come cittadino e mi investe responsabilmente come esponente politico.

Tra poco posterò sul blog il mio intervento in aula in modo che appaiano più chiaramente le ragioni che mi hanno spinto a presentare un’interrogazione al ministro dell’Interno affinchè vengano applicate le norme previste dalla Federcalcio in materia di manifestazioni discriminatorie. (in calce posto l’articolo a cui fare riferimento). Sono convinto che l’intelligenza di tutti, soprattutto di chi come me frequenta gli stadi italiani, non possa arrivare a negare che esista un’escalation preoccupante dei fenomeni di xenofobia di cui il caso Balotelli è solo l’ultima goccia e i cori di Torino o di Bordeaux, per quanto intonati da una curva in questo recidiva, sono solo gli ultimi in ordine di tempo.

Qui il bersaglio non è la Juventus, di cui onestamente a me importa poco, ma è un dilagare ormai generalizzato del fenomeno che deve essere fermato e che, da un lato, necessita di un ripensamento culturale di lungo respiro e dall’altro di interventi concreti da parte degli organi preposti che possano fungere da deterrente a questo scempio. Dico quindi ad Andrea Piano Mortari che nell’interrogazione si fa anche riferimento al coro di mercoledi “non ci sono negri italiani” che in ogni caso è lo stesso già cantato lo scorso anno contro l’Inter e per cui la Juventus si vide punita con la squalifica del campo poi convertita in match a porte chiuse, che non mi pare una punizione adeguata se davvero vogliamo cambiare le cose, o no?

Ugualmente sempre nell’interrogazione ho ricordato anche gli ululati razzisti ai danni di Eto’ e Balotelli nella partita Cagliari-Inter ma anche – e così spero di spiegare definitivamente che non si tratta di una questione di tifo - quelli che parte della Curva Sud ha rivolto ad un suo stesso giocatore, Okaka, corso ad esultare dai suoi tifosi dopo un goal. Quest’ultimo episodio credo che più di tutti possa dare il senso di quanto quello che sta accadendo riveli un buco nero nella testa di alcuni tifosi che non consente, appunto, di trovarvi alcuna logica.

Rispondo da ultimo ad Andrea che si preoccupava di non trovare pubblicato il suo messaggio: come vedi qui non si censura mai niente tanto più le critiche e se vuoi anche gli insulti. Io credo che l’errore peggiore che si possa compiere è quello di fare delle improbabili distinzioni davanti all’esistenza di un fenomeno di cui dovremmo vergognarci e che ogni tifoso sano, sportivo e appassionato dovrebbe denunciare proprio perché danneggia in primis chi razzista non è.

 

Norme organizzative interne della F.i.g.c. Articolo 62 comma 6: “il responsabile dell’ordine pubblico dello stadio, designato dal Ministro dell’Interno, il quale rileva uno o più striscioni esposti dai tifosi, cori, grida ed ogni altra manifestazione discriminatoria di cui al comma 3) costituenti fatto grave, ordina all’arbitro anche per il tramite del quarto ufficiale di gara o dell’assistente dell’arbitro, di non iniziare o sospendere la gara”.


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