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Parte in sella allo scooter il tour dell' aspirante sindaco Giachetti


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Roma, 28-01-2016
Fonte: Il Tempo

Settecamini. Terra di campi rom abusivi e roghi tossici. Di mancata integrazione fra italiani, migranti e profughi. Quartiere di prostitute in strada, di case popolari, di auto bus sgangherati fermi nel traffico immobile. È partito da qui il tour elettorale di Roberto Giachetti, dall' estrema periferia della Capitale, proprio come aveva promesso nel video dove ufficializzava la sua intenzione di correre alla poltrona di sindaco. Un hashtag, #tuttaroma, che lascia intendere la volontà più volte ribadita di considerare come «Roma» anche le tante zone oltre il Grande Raccordo Anulare. Un tour iniziato a bordo di uno scooter, come fece il suo padre politico, Francesco Rutelli, nell' ormai lontano 1993, anche se la sua immagine ieri pomeriggio ricordava un po' di più quella cinematografica del Nanni Moretti di Caro Diario. Ma si sa, le buone intenzioni sono il sale di qualsiasi campagna elettorale: anche Ignazio Marino nel 2013 iniziò visitando i quartieri in bicicletta, per poi non rimetterci quasi più piede fino al giorno della sfiducia.

Quel che è certo, èche il candidato in pectore di Matteo Renzi alle primarie romane «del centrosinistra» ha scelto la via di una comunicazione «ecumenica»: abbracci per tutti, messaggi di apertura, sorrisi e zero tensioni. Qualche frecciata è stata scoccata solo nei confronti di Marino, l' ex sindaco col dente avvelenato. «Se il grande risultato dell' unione tra Fassina e Marino - ha detto a Repubblica Tv - sarà quello di tentare di far saltare la possibilità che il centro -sinistra riprenda il governo della città, auguri a loro. Io vado per un' altra strada. Ma spero ci ripensi».
Mano tesa, invece, agli altri possibili sfidanti per le primarie. Da Estella Marino a Massimo Bray: «Penso faccia bene al partito e alla politica. Spero di no, ma se perderò le primarie poi appoggerò chi vince».

Durante il suo primo giorno in giro per il IV Municipio, Giachetti ha percorso la via Tiburtina, partendo appunto da Settecamini, visitando poi la fabbrica dei biscotti Gentilini fino a tenere un comizio alla scuola di musica di Pietralata. Di cose concrete, in realtà, per ora se ne sono sentite poche. «Lo spirito di questo incontri è di poter ascoltare le realtà che visiteremo- si è giustificato -Raccoglieremo spunti sui territori, per realizzare un' agenda di problemi concreti ese possibile di risposte immediate. Posso immaginare quale lungo elenco avremo». Eppure i problemi incombono e i potenziali elettori vorrebbero ascoltare punti fermi e decisi, che ancora non arrivano. Come sui trasporti, questione molto sentita specialmente in periferia, dove le metro non arrivano e i bus su gomma vengono gestiti dai privati. «Noi dobbiamo cambiare una situazione che definirei tragica per coloro che utilizzano i mezzi pubblici e in particolare la metropolitana: non è una questione che risolvo ora con quattro parole, ma è una delle prime da affrontare, anche se non si risolve in cinque minuti», ha cercato di dire, senza risultare però molto convincente.


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