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Giachetti fa cinquina pronto il Comitato Voto anche ai 16enni


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Roma, 29-01-2016
Fonte: La Repubblica

UNA cinquina per Giachetti. L' istanza di allargare la squadra per ampliare il consenso, arrivata da più parti e dal medesimo condivisa, si è concretizzata nella richiesta - inoltrata a ciascuna delle gambe su cui cammina la sua candidatura alle primarie - di fornire un nome destinato a comporre il vertice del comitato elettorale. Finora monopolizzato dai renziani locali guidati da Luciano Nobili, ma giudicato troppo caratterizzato e soprattutto chiuso. Perciò, oltre a Nobili in quota fedelissimo, nel motore della campagna sono pronti a inserirsi Michela De Biase per AreaDem; l' ex consigliere Gianni Paris per i Giovani turchi; Luca Pioli (e/o Riccardo Corbucci) per la componente che fa capo al ministro Martina e su Roma alla Campana; Piero Latino per i Zingaretti boys. Anche se Valeriani, capogruppo regionale del Pd vicinissimo al governatore, ha proposto - anche per evitare strumentalizzazioni sulle correnti che si spartiscono i posti - di mettere a disposizione almeno 3 nomi, anziché uno soltanto, così da offrire l' idea di un complesso di forze che danno una mano allo sfidante (al momento) più forte.

Che poi è questa la vera incognita: l' assenza di competitor all' altezza. Qualcuno che restituisca il senso di una gara vera, non condizionata dall' investitura di Renzi, in grado di appassionare gli elettori e gonfiare l' affluenza ai gazebo. Tant' è che ai piani alti del Nazareno, in collegamento diretto con Palazzo Chigi, sarebbe già scattato l' allarme rosso: tutti preoccupati per il possibile flop delle primarie romane, che tra l' altro rappresenterebbe un pessimo viatico per la corsa di Giachetti a sindaco. E la premessa di forte astensionismo alle elezioni, che poi è «ciò che temo di più», ha detto giusto ieri l' ex radicale. Non è allora un caso che in queste ore il pressing su Massimo Bray si sia intensificato: da parte della maggioranza, soprattutto. Convinta che un candidato di quel calibro possa allontanare lo spettro del fallimento. Ma l' ex ministro della Cultura, che si è preso ancora qualche giorno per pensarci, avrebbe posto una condizione pressoché impossibile da soddisfare: adottare la linea Tocci che chiede un passo indietro ai partiti e la presentazione di un listone civico senza insegne.

Nell' attesa, Giachetti balla da solo. Tra incontri sul territorio e comparsate tv. Per ribadire di non essere il candidato di Renzi, auspicare una corsa larga («Ringrazierò tutti quelli che si candidano perché rafforzeranno il gioco democratico»), definire il perimetro della coalizione «che sarà quello dato dalle primarie». Per cui Si ci pensi bene a restare fuori. Anche se ieri il segretario Cento ha aperto alla possibilità, «se ci saranno disponibilità ulteriori, a livello di Bray e Marino», che non sia Fassina il cavallo definitivo. Con Giachetti impegnato, sul fronte opposto, a demolire l' ex viceministro e l' ex sindaco, «vantaggiosi solo per chi vuol farci perdere, io lavoro per vincere», ma pure quella parte di partito «che ha creato problemi al Pd e per me potrebbe essere un problema ». Intanto oggi la coalizione varerà il regolamento delle primarie. Sciolto il nodo su 16enni e immigrati: potranno votare.


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