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Roberto Giachetti > Rassegna stampa > articolo

Firmo per i Giochi e voto Giachetti


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Roma, 29-01-2016
Fonte: L'Unità

Voterò per Roberto Giachetti e lo farò già alle primarie e andrò a firmare per il referendum sulle Olimpiadi. Farò una campagna attiva in favore di Giachetti perché abbia il più ampio sostegno possibile e allo stesso tempo mi impegnerò perché il maggior numero di romani, superando le oggettive difficoltà che vengono frapposte ad ogni richiesta di referendum, lo sottoscrivano.
È una mia contraddizione? Forse, ma la vita ci pone ogni giorno davanti a delle contraddizioni e non sempre la soluzione più saggia è quella di tagliare uno dei termini della contraddizione. Voto Giachetti per due motivi: perché il suo partito, il Partito democratico, nonostante le gravi responsabilità che ha avuto nella crisi della città e i gravi vizi partitocratici che lo hanno contraddistinto a Roma, resta per ragioni sociali e politiche una delle possibili forze di governo più vicina alle mie posizioni radicali; e perché l' intera sua vicenda politica, e non solo la sua storia radicale, costituiscono la garanzia che Roberto ha personalmente, almeno in partenza, tutti i requisiti e le qualità per divenire sindaco di Roma e per imprimere una svolta alla incancrenita situazione romana (e la mia non è solo una opinione, è anche una testimonianza). Non ignoro la sua dichiarazione che le Olimpiadi possono essere per la città una grande opportunità. Quelle della Roma andreottiana del 1960 in effetti lo furono. Quelle della Roma di Rutelli avrebbero potuto esserlo se la candidatura di Roma non fosse stata bocciata in primo luogo per l' ostilità di una alleanza trasversale di leghisti e radical chic. Ma la Roma di oggi non è né quella democristiana di Andreotti né quella che con Rutelli esprimeva i migliori propositi del passaggio dalla prima alla seconda repubblica (purtroppo presto andati delusi).
È invece la Roma che, a torto o a ragione, è stata connotata dai giudici come "Mafia Capitale", che ha superato i limiti del default solo grazie al consolidamento dei debiti pregressi senza mettere minimamente in ordine la propria contabilità, che non riesce a governare il suo apparato pubblico e le sue municipalizzate, che deve subire le pressioni di poteri forti che hanno imposto e gestito il fallimentare e costosissimo progetto della metro C, una metropolitana che rischia di non avere né un capolinea spaziale né un termine temporale. Dunque, per trasformare davvero le Olimpiadi in una grande opportunità, Giachetti deve sapere che dovrà remare controcorrente: contro interessi costituiti intenzionati a non essere messi da parte, contro padroni del vapore che crederanno di poter facilmente imporre le loro decisioni ad una amministrazione debole, contro inerzie amministrative e prassi burocratiche di cui si avvalgono spesso gli interessi più incoffessabili.
Dovrà fare i conti non solo con una amministrazione e una città degradata ma con un mondo sportivo (e olimpico) anch' esso degradato come dimostrano la Fifa e una recente vicenda giudiziaria del mondo del calcio. A tutto questo deve aggiungersi purtroppo la considerazione delle nostre condizioni economiche complessive, caratterizzate da un debito pubblico in continua crescita che una classe politica sconsiderata continua ad ignorare in nome della flessibilità e che si ripercuote sui cittadini del Lazio con le addizionali regionali più alte d' Italia. Intendiamoci. Se c' è volontà politica (e come ho detto non dubito di quella di Giachetti) anche questa battaglia può essere vinta. Ma c' è necessità che tutti i riflettori siano accesi per trasformare quella che può rivelarsi una trappola o un precipizio in una opportunità. E solo un dibattito e una grande partecipazione di tutta la città possono assicurare le condizioni di conoscenza e trasparenza necessarie perché questo si verifichi. E non vedo altro strumento più idoneo del referendum per garantirle davvero.
Giachetti ci convinca non solo con le parole ma con i primi atti della sua amministrazione che non si va verso il precipizio ma verso una grande opportunità ed io per primo dichiarerò di votare a favore delle Olimpiadi in quel referendum che intanto firmo e invito a firmare perché sia anche un elemento di forza di cui il futuro sindaco possa avvalersi. Voglio bene a Giachetti e voglio bene a Roma che è la mia città e vorrei che fossero risparmiati a entrambi nuovi episodi come Mafia Capitale e come la Metro C e una legislatura come è stata quella di Marino, esitante e incerta, priva di rigore amministrativo e di volontà riformatrice.

Gianfranco Spadaccia, ex segretario e parlamentare Radicale


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