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Primarie fratricide


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Roma, 02-02-2016
Fonte: Il Foglio

No, non sarà una passeggiata questa tornata elettorale delle amministrative per il presidente del Consiglio Matteo Renzi. Persino a Milano adesso i renziani co minciano a temere. Non tanto per le elezioni in sé, perché sono convinti che con Sala non ce ne sia per nessuno. La vera preoccupazione riguarda le primarie prossime venture. Infatti il timore è che tutti i nemici del premier, che, dentro il Pd come nella sinistra in genere, non sono pochi, tentino la rivincita nei gazebo facendo vincere la candidata di Giuliano Pisapia, ovvero Francesca Balzani. Anche se formalmente il presidente del Consiglio, da quando i candidati sono ufficialmente scesi in campo, non si è espresso per nessuno, non ha nascosto di preferire Giuseppe Sala. E un' eventuale sconfitta di quest' ultimo sarebbe letta come una sconfitta dello stesso Renzi. Pisapia, invece, si è espresso ufficialmente per permettere la volata finale alla Balzani. Il sindaco è convinto che se la sua candidata strapperà la vittoria alle primarie vincerà poi anche nelle urne e si occuperà personalmente di farle la campagna elettorale.

A Roma la situazione resta sempre difficile. Sia per le amministrative che per le primarie. E' vero che Massimo D' Alema sembra aver rinunciato all' idea di far scendere in campo Massimo Bray, anche perché lo stesso ex ministro dei Beni culturali alla fine ha seguito il suggerimento del suo mentore Giuliano Amato, che lo sconsigliava vivamente di candidarsi, ma l' ex premier comunque non sembra darsi pace. Giorni fa ha avuto un incontro conviviale anche con Walter Tocci per sondarlo e vedere se voleva scendere in campo lui. Al momento, però, non è riuscito ad avere una risposta positiva. In compenso, Walter Veltroni sta riuscendo a consumare la sua "vendetta". L' ex segretario del Partito democratico è rimasto molto amareggiato perché Matteo Renzi non lo ha consultato prima di lanciare la candidatura di Roberto Giachetti. Veltroni era convinto che il premier avrebbe chiesto un parere ai maggiorenti che a Roma contano. Ma così non è stato. E adesso a scendere in campo contro Giachetti alle primarie, guarda caso, è proprio un veltroniano come Roberto Morassut. Il quale ha dalla sua ciò che rimane del potere di Goffredo Bettini a Roma, oltre ovviamente all' appoggio di tutti i veltroniani della capitale.

Non solo. Pare che la minoranza del Pd abbia intenzione di votarlo alle primarie per dare una lezione a Roberto Giachetti, inviso ai bersaniani perché non solo è un renziani di ferro, ma è anche un ex margheritino e non proviene dalle file dei Ds, come invece Morassut. Lo scontro a Roma si fa quindi più duro del previsto, anche se i renziani ritengono che Giachetti possa tranquillamente battere il suo avversario nei gazebo. A sinistra del Pd, intanto, Stefano Fassina sta facendo carte false per riuscire ad avere l'appoggio dell' ex sindaco Ignazio Marino alle elezioni, anche se qualcuno nel suo staff glielo sconsiglia. Fassina ha però assolutamente bisogno di un altro sponsor anche perché la situazione con Sel, che lo appoggia, si sta complicando. Una parte di quel movimento, infatti, soffre l' eccesso di protagonismo dell' ex piddino e non è d' accordo con tutte le sue uscite. Il fatto che la parte di Sel che soffre i mal di pancia più vistosi sia quella romana complica ancora di più le cose.

A Napoli, invece, al di là delle dichiarazioni ufficiali, il Pd dà per persa la battaglia. Tanto più adesso che i grillini hanno fatto sapere che potrebbero non presentare un candidato. Questo significa che il grosso dei loro voti confluirà su Luigi De Magistris, che, stando a tutti i sondaggi, verrà riconfermato sindaco. Con buona pace di Antonio Bassolino, il quale, con tutta probabilità, vincerà le primarie, ma poi verrà sconfitto nelle urne.

L' unica speranza del Pd è dovuta al fatto che anche il centrodestra si trova in grandi difficoltà. A Roma non è stato ancora deciso il candidato. In realtà Giorgia Meloni non ha mai voluto correre e la maternità da poco annunciata è solo un pretesto per tirarsi fuori da una contesa che non la interessava. In compenso Francesco Storace ha annunciato la sua candidatura. E questo significa che anche il fronte della destra romana si dividerà. E anche a Milano, dove Corrado Passera si è offerto come candidato del centrodestra, Berlusconi e Salvini sono ancora lontani dall' aver trovato una soluzione.


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