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Roma 2024, pure la Camera ha detto sì


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Roma, 03-02-2016
Fonte: La Gazzetta dello Sport

Sì della Camera a Roma 2024. Un sì netto, oltre lo steccato della maggioranza governativa, dentro pure Forza Italia e Fratelli d' Italia, ma non unanime: con motivazioni diverse, Sinistra Italiana, Lega, 5 Stelle e Sel si sono dissociate. Il voto taglia le gambe politicamente al referendum, ma i Radicali Italiani non mollano: «Basta mozioni, devono pronunciarsi i cittadini, non i partiti».
Esulta, invece, il comitato per la candidatura presieduto da Luca di Montezemolo: «È un forte sì, espressione della volontà popolare, che spazza via le polemiche e che regala alla città e al Paese un' importante opportunità di riscatto anche economico e di rilancio dell' immagine internazionale». Ma le Olimpiadi non escono dal dibattito politico, gli stessi sostenitori del sì promettono di non aver paura di trovare altre sedi di confronto con gli scettici, a partire dalla stessa partita elettorale per il nuovo sindaco di Roma.

SFIDA ELETTORALE
Il «sasso» era stato lanciato nelle settimane scorse da Stefano Fassina, lo scissionista del Pd, leader di Sinistra Italiana, che ieri ha ribadito le sue ragioni a Montecitorio: «Qui non si deve dire sì o no alle Olimpiadi - aveva detto Fassina sostenendo le ragioni del referendum - Siamo sicuri che l' Italia ce la possa fare, ma vogliamo un piano finanziario che indichi i ricavi. E che si interpellino i cittadini».
A rispondere s' è mosso Roberto Giachetti, deputato-maratoneta, che ha sostenuto la mozione di Roberto Morassut, suo avversario nelle prossime primarie del Pd di marzo per l' elezione a sindaco: «Se si raccoglieranno le firme non ho nulla in contrario al referendum. Ma il referendum è consultivo, aveva un senso prima della decisione presa dal consiglio comunale. Non dopo».
Giachetti, però, ha dato appuntamento a primavera: «Avremo un primo risultato per sapere cosa il popolo romano pensa tra chi ritiene che le Olimpiadi siano una straordinaria sfida da raccogliere e chi invece ritiene che questo non si debba fare». Insomma, la promessa è di portare senza paura il tema olimpico nella campagna elettorale.

«SFORAMENTI»
Simone Valente dei 5 Stelle aveva attaccato sulla questione costi e sprechi: «I dati ci dicono che il budget è aumentato mediamente nelle città olimpiche del 179 per cento! E a Montreal, si è terminato di pagare il debito olimpico dopo 36 anni». Con Giachetti a rispondere con gli esempi di Barcellona e di Torino, sottolineando poi la rivoluzione low cost decisa dal Cio per abbattere i costi e superare la fase del gigantismo modello Pechino e Sochi.

IL SOGNO DI VALENTINA
Fra le mozioni approvate, quella firmata da Valentina Vezzali: «Bisogna alimentare un sogno». Per la fiorettista 275 sì e 114 no. Nella mozione di Fratelli d' Italia presentata da Fabio Rampelli, si dice un sì collegato a un «basso impatto economico». Nei documenti approvati si vincola il Governo a promuovere anche «momenti di studio e approfondimento sulla storia dei Giochi nelle scuole italiane». Insomma, la battaglia del consenso olimpico si gioca anche fra gli studenti.


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