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«Primarie nei Municipi» Aperto il vaso di Pandora Pd


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Roma, 03-02-2016
Fonte: Il Tempo

Mentre i presidenti di Municipio uscenti ballano il valzer delle alleanze distribuendosi tra Giachetti e Morassut così da garantirsi una facile ricandidatura a tavolino e mentre il commissario del Pd romano Matteo Orfini non scioglie il nodo delle primarie per scegliere i minisindaci, è Patrizia Prestipino ad aprire il fronte su una questione che rischia di spaccare il Pd. Può infatti il partito delle primarie decidere di convocare icittadini ai gazebo per scegliere il candidato sindaco senza interpellare la propria base territoriale sui Municipi? Può il partito delle primarie non sottoporre i minisindaci uscenti al giudizio dei propri elettori sul loro operato? Domande che in molti si sono posti in queste settimane nel Pd romano. Quesiti rimasti senza risposta. C' è chi dice che sì, le primarie vanno fatte a tutti i livelli, soprattutto per non fare una nuova figuraccia con l' elettorato e non dare l' impressione di un partito chiuso che prende le decisione nelle segrete stanze di una segreteria politica. C' è chi teme che lepri marie aprano una faida insanabile. C' è chi non vuol farle per garantire interessi di bottega e chiudere la partita con la classica spartizione correntizia. E per fin ochi propone di fare le primarie solo in alcuni Muncipi. E poi c' è chi fa come Patrizia Prestipino, che come al solito ci mette la faccia e chiama in causa Matteo Renzi in persona.

«Il Pd di Renzi è nato per essere aperto, trasparente e con scelte il più possibile decise dai cittadini. È nel suo Dna - attaccala Prestipino, membro della direzione nazionale Dem - Ecco perché trovo davvero incredibile che ancora non sia stata forma lizzatala decisione di fare le primarie del centrosinistra anche per i presidenti di Municipio». Poi l' attacco neanche troppo velato a Orfini, messo da mesi, insieme con l' ex sindaco Marino, nel mirino della Prestipino: «Non vorremmo che qualche rinnovatore dell' ultima ora pensi di potersi spartire i presidenti dei Municipi con in una sorta di Manuale Cencelli 2.0: un tot a corrente e poi i rimasugli agli alleati di turno. Attenzione, a una tale deriva non ci staremmo e anzi lo denunceremmo ad alta voce: i candidati presidenti dei Municipi, al pari del candidato sindaco, vanno scelti dai cittadini. Spero che gli attuali candidati alle primarie, Giachetti, Morassut, Pedica e Rossi possano esprimersi al più presto in maniera chiara su questo rilevan tissima questione».

Un appello caduto parzialmente nel vuoto. Perché Giachetti e Morassut tacciono e non rispondono. L' unico a esporsi è Stefano Pedica: «Primarie sempre, senza se e senza ma. Il tempo delle spartizioni a tavolino è finito, nessun manuale Cencelli de noantri. Anche i candidati alla presidenza dei Municipi devono essere scelti dai cittadini con il metodo delle primarie».
«Sono perfettamente d' accordo con Patrizia Prestipino - sottolinea Pedica - Non solo i candidati a sindaco devono passare per le primarie ma anche i presidenti dei Municipi. Le primarie sono l' anima del Pd e un partito che vuole essere sempre più aperto e trasparente deve dare voce ai suoi elettori in ogni circostanza».

E i minisindaci? Silenzio imbarazzante anche da loro, solo il vicepresidente del IX Municipio Alessio Stazi è d' accordo con le primarie. Così come altrettanto imbarazzante è il silenzio di Orfini e del Pd.


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