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Elezioni comunali verso una nuova data 5 giugno primo turno


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Roma, 03-02-2016
Fonte: La Repubblica

IL DECRETO del ministro dell' Interno arriverà non prima di fine mese, ma un primo orientamento sulla data del voto amministrativo già c' è: il 5 giugno, con eventuale ballottaggio fissato per il 19. Dunque con un piccolo anticipo rispetto alle intenzioni iniziali, quando sembrava che il governo avesse cerchiato in rosso domenica 12 giugno, con secondo turno obbligato il 26. A ridosso, per quanto riguarda l' Urbe, del tradizionale ponte di San Pietro e Paolo: ipotesi che aveva subito impensierito tutti gli aspiranti al soglio capitolino, preoccupati che la prospettiva di una mini-vacanza potesse spingere i romani verso il mare, a discapito delle urne. In realtà, la vera ragione per cui il Viminale, d' intesa col premier, ha deciso di cambiare programma è un' altra. Il mutamento dovuto al pressing dell' Ucei, che avrebbe rappresentato al governo l' esigenza di non votare durante lo Shavuot, la Pentecoste ebraica, che quest' anno cade proprio il 12 e il 13 giugno. E siccome però per legge il primo turno elettorale deve tenersi tra il 15 aprile e il 15 di giugno, ecco che l' unica data possibile, al netto degli incastri con altre festività e "ponti" (tra cui quello del primo giugno) risulta proprio il 5. Come peraltro il prefetto Gabrielli avrebbe svelato ieri a Storace nel corso di una conversazione sul tema, dal leader della Destra prontamente svelata.

Intanto, in campo Pd, gli schieramenti a favore dei due principali sfidanti alle primarie si stanno posizionando. Con la candidatura di Morassut, al principio caldeggiata pure dalla maggioranza per evitare il flop ai gazebo, che sta cominciando a creare qualche ansia al favorito Giachetti. Il quale, nel tentativo di allargare un consenso che rischia di restare confinato nel recinto dei renziani della prima ora e di ritorno (dai giovani turchi di Orfini a zingarettiani e franceschiniani), ha deciso di far presiedere il suo Comitato elittorale a Ileana Argentin: deputata ex fedelissima di Bettini, mariniana di ferro poi pentita, da sempre in prima linea nella difesa dei disabili. E sin da subito convinta sostenitrice di «Roberto perché è un uomo fuori dalle correnti», spiega, «stare con lui vuol dire stare con Roma e non abbandonare nessuno, dal primo all' ultimo dei cittadini».

A far scattare l' allarme, l' apprezzamento riscosso dai primi passi di Morassut, più largo del previsto: nella sua squadra potrebbero infatti entrare sia la corteggiatissima Estella Marino sia Roberto Agostini in quota minoranza. Mentre l' insofferenza dei renziani di rito rughettiano nei confronti della "cerchia magica" di Giachetti potrebbe portare sulla sponda avversa gli ex consiglieri Grippo e Nanni. Fra gli indicatori, la presentazione del libro dell' ex assessore domani in Via Goito, che avrà fra i relatori proprio Angelo Rughetti e il leader della minoranza Speranza. Infine, ad aggiungere caos al caos, l' anatema lanciato ieri da Orfini contro i sei consiglieri dem del VI municipio che, col sostegno della lista Marino, hanno votato la fiducia al minisindaco Scipioni: «Nel Pd non avranno alcun futuro».


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