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Verso le primarie dem nei municipi a fine marzo il voto per i minisindaci


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Roma, 04-02-2016
Fonte: Il Messaggero

Sulle primarie per il candidato sindaco del Pd irrompe il caso dei municipi. Perché non c' è solo il nodo del VI - dell' ormai ex dem Scipioni - da risolvere. Ci sono anche quelli governati da Sel con Andrea Catarci (VII) e Susi Fantino (VIII) che senza più un' alleanza a livello comunale sono da rivedere. In più, in giro per Roma, diversi mini sindaci vorrebbero provare l' avventura in Campidoglio. Così il Nazareno è pronto a indire le primarie anche nei municipi. Ma non saranno agganciate con quelle per i candidati sindaco. Non c' è dunque l' eventualità che potrebbe far slittare la data del 6 marzo.

Al Nazareno in queste ore maneggiano la faccenda con estrema cautela: per le ex circoscrizioni si voterà verso la fine di marzo. Evitando così una polarizzazione ancora più netta su Roberto MorassutSono giornate faticose servono idee e voglia di fare») e Roberto GiachettiA Roma la gente è incaz... nera: bisogna ascoltare tutti»). Le spinte per la conta anche nei municipi sono molte. La prima a lanciare l' idea è stata la renziana Patrizia Prestipino, che sta raccogliendo le firme e accarezza l' ipotesi di candidarsi, a sorpresa, a sindaco. Adesso anche l' area che fa a capo al ministro Maurizio Martina le chiede.

GLI ALTRI FRONTI
Nel centrodestra è ancora Alfio Marchini l' ago della bilancia. Il leader civico sabato lancerà la sua idea di primarie per corpi intermedi e categorie «che non vanno rottamate». Il suo mantra è sempre lo stesso: «Serve uno schieramento che possa aggregare più forze possibili: bisogna costruire uno schieramento che sia il più ampio possibile».
In mezzo c' è il M5S. Che ieri è andato in fibrillazione per uno scherzo niente male. Sul gruppo Facebook con oltre 15mila iscritti è apparsa la notizia che Marcello De Vito, consigliere uscente, sarebbe stato di nuovo il candidato sindaco pentastellato. Anche se le primarie on line ancora non ci sono state. Una bufala che ha mandato in tilt i cellulari dei parlamentari romani, pronti a ricevere le telefonate degli attivisti pronti a gridare al complotto.


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