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#TuttaRoma Diario di strada - III Municipio


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Roma, 06-02-2016

Municipio III

Il nostro tour #TUTTAROMA ha fatto tappa al Municipio III, un territorio che - nel suo complesso – abbraccia le zone urbanistiche di Monte Sacro, Val Melaina, Monte Sacro Alto, Fidene, Serpentara, Casal Boccone, Conca d'Oro, Sacco Pastore, Tufello, Aeroporto dell' Urbe, Settebagni, Bufalotta, Tor S. Giovanni. Un’area la cui densità supera 2100 abitanti per kmq.
Il pomeriggio è stato piuttosto intenso, tutti gli appuntamenti di quest’oggi, i luoghi visitati, le voci ascoltate e le mani strette, hanno aggiunto tasselli significativi alla nostra consapevolezza della città e alla responsabilità che vogliamo assumerci nella guida di Roma.

Il primo incontro si è svolto nella sede dell’azienda AlmavivA Spa (Via di Casal Boccone, 188), tra gli operatori leader nel campo dell’innovazione tecnologica. Una eccellenza che ha posto le sue basi nella capitale ma che opera in tutto il Paese, con un profilo industriale altamente improntato all’internazio- nalizzazione.
La compagnia sviluppa processi di digitalizzazione in Italia e assicura supporto tecnologico a gruppi e società private di grandi dimensioni. AlmavivA con 40.000 persone (13.000 in Italia e 27.000 all’estero) è il sesto gruppo privato italiano per numero di occupati al mondo. Come molte grandi realtà, purtroppo, soffre i processi di delocalizzazione dei call center. Ad ogni modo, abbiamo avuto la possibilità di visitare alcuni spazi di lavoro, di conoscere – ad esempio - l’attività di Almawave, una start-up nata nel 2008, diventata uno dei principali player italiani a vocazione transnazionale nel settore Big Data. Siamo rimasti colpiti in positivo dalla presenza di tanti giovani lavoratori, dalle loro qualità e dalle loro competenze.

Successivamente, ci siamo diretti verso la sede di ASD Settebagni Calcio, in Via salaria 1403. Ad attenderci c’era il comitato di quartiere che ha espresso una serie di criticità reali che gli abitanti sono costretti a fronteggiare nel quotidiano; ma anche avanzato alcune piccole azioni che potrebbero rendere più vivibile e accogliente Settebagni, anche nell’immediato.
La segretaria del comitato, Bianca Tonetto, ha illustrato il quadro complessivo della situazione, ponendo la priorità su una questione fondamentale: un nuovo collegamento viario tra la zona bassa e alta di Settebagni, che in questo momento – in caso di emergenza – resterebbe isolata. Ha spiegato che allo stato attuale c’è un capitolo di spesa congelato presso Ferrovie Italiane, che non può essere utilizzato per il cantiere a causa dell’Alta Velocità. La realizzazione di questa nuova strada dovrebbe essere un diritto, perché nella parte alta ci vivono più di 10.000 persone. C’è una città che si sviluppa oltre la ferrovia!
L’altra grande questione del territorio concerne la manutenzione ordinaria delle strade, a partire dalla segnaletica, potatura degli alberi, illuminazione, rifiuti. La stessa area verde necessita di interventi, al momento gestita da volontari spinti da senso civico. Un altro caso rilevante riguarda l’edificio un tempo destinato ad ospitare il presidio ASL, ormai quasi in disuso. C’è il 118, i prelievi solo il giovedì; e si richiede di ripristinare le visite specialistiche: almeno quelle di ortopedia, cardiologia e diabetologia.
Un altro aspetto su cui è importante ragionare è la scuola. Esiste un istituto comprensorio, che include medie, elementari ma con iscritti in calo; e pochi posti alla materna. Si chiede di creare un nido e di potenziare le scuole d’infanzia, elementari e medie; di renderle più accessibili sul piano della viabilità.
Inoltre, l’auspicio è di potere vedere realizzata una pista ciclabile da collegare con Saxa Rubra e una piazza perché, al momento, Settebagni risente dell’assenza di luoghi di socialità, fruibili dai giovani, anziani, dalle famiglie. E perché no l’organizzazione – una volta per tutte - di un mercato settimanale, dato che già esistono delle aree che si presterebbero ad accoglierlo.
In merito alle esigenze esposte, un suggerimento è quello avanzato da Renato Cianfroni, membro del comitato con delega all’urbanistica, di sfruttare le indicazioni del piano regolatore di Roma. Poiché già con la sua approvazione, nel 1965, vennero individuate delle aree a destinazione d’uso di verde pubblico o attrezzato, in cui potevano essere realizzati (come peraltro è stato) dei parchi pubblici o degli impianti sportivi, e un’area ubicata in zona centrale all’abitato stesso con destinazione d’uso M3 – Servizi generali e di quartiere, in cui poter realizzare delle strutture anche a carattere sociale. Con l’approvazione negli anni ’80 del Piano Particolareggiato si sono esplicitate le indicazioni generali di Piano Regolatore Generale, indicando anche quelle che potevano essere le nuove sedi viarie e di accesso alla parte alta dell’abitato di Settebagni (non in via Sant’Antonio da Padova ma al di sotto della linea ferroviaria Roma-Orte). Nell’ultimo passaggio del 2008, con l’approvazione definitiva del PRG, Settebagni è stato inserito in un “Print” a destinazione prettamente residenziale con all’interno dello stesso una vasta area denominata Centralità Locale di Settebagni, per realizzare servizi per la collettività.
La centralità di Settebagni è quella di un quartiere consolidato nel tempo, dove confluiscono varie componenti socio, economico e di sviluppo urbanistico; e dovrebbe essere realmente considerata come una porta di accesso della città, quale di fatto è. Settebagni è in una posizione di snodo nevralgica perché ha l’uscita della Roma- Firenze; una linea ferroviaria, che funge anche da metropolitana leggera; è attraversata inoltre dalla line dell’AV; il primo territorio che imbocca chi viene e passa sulla Salaria. Riccardo Bolognesi, cittadino, ha sollecitato un investimento sulle periferie. Ha posto l’accento sull’assenza di segnaletica orizzontale; e la sporadica presenza del corpo dei Vigili Urbani, solo in caso di trasformazione della viabilità ma per un tempo troppo esiguo per una efficace normalizzazione della mobilità.
L’ultimo intervento è stato quello di Marina Fava, cittadina, che ha fatto presente che si sta battendo per realizzare una biblioteca, per la quale sono stati individuati alcuni locali di pertinenza del custode della scuola elementare bloccata da impianto elettrico non a norma.

La nostra sosta successiva si è tenuta in Piazza Vocazionisti dove abbiamo potuto incontrare i cittadini che hanno voluto scambiare con noi un saluto, quattro chiacchiere; bere un caffè e raccontarci qualche piccolo aneddoto della loro vita e del quartiere. 
 
Il nostro pomeriggio si è concluso con una stimolante assemblea pubblica al liceo classico Orazio, (Via Alberto Savinio, 40), così che abbiamo potuto ascoltare, tra le altre, la voce degli studenti per capire anche la loro visione di città. 
 
Michele Oriano, laureando in diritto parlamentare
Per riqualificare una città estesa come Roma è importante pensare al decentramento amministrativo. Inoltre, occorre ripensare la mobilità incrementando quella su ferro. In ultima istanza vorrei sottolineare il problema dei lavori incompiuti, in particolare quelli riguardanti il parcheggio presso “Conca d’oro”.
 
Claudio Volponi, dirigente sportivo
Quest’anno si festeggiano i quarant’anni di servizio sportivo pubblico al Liceo Classico Orazio, devo affermare che nella mia esperienza in questo Municipio il servizio sportivo pubblico funziona; tuttavia si sente la necessità di porre attenzione alle Associazioni sportive all’interno del Nuovo Regolamento del Servizio Sportivo, anche in vista delle prossime Olimpiadi.
 
Eleonora Benedetti, ex studentessa Liceo Orazio e giovane democratica abitante del III Municipio
Dopo 20 anni questo quartiere può non essere più considerato l’estrema periferia romana ma bensì una zona quasi elitaria, purtroppo mancano ancora i luoghi di aggregazione per i giovani, sono presenti solamente due biblioteche, questa carenza provoca molte volte il problema dell’abbandono scolastico. 
 
Mauro Marchionne, Dirigente Sportivo e Presidente di 27 associazioni sportive
La candidatura di Roma alle Olimpiadi è una bella opportunità per Roma, per riqualificare le periferie partendo proprio dall’impiantistica sportiva. La rigenerazione di alcuni impianti sportivi è importante perché questi svolgono un servizio non solo per le scuole, durante il giorno; ma per tutta la collettività nelle ore pomeridiane. 
 
Sergio Morteto, abitante Talenti
Ritengo che i problemi principali siano l’immondizia e la mancanza di centri culturali. In questo senso credo che potrebbero esserci due soluzioni. Per la sporcizia propongo semplicemente di chiedere al singolo cittadino o condominio l’impegno di pulire le strade limitrofe e di pertinenza. Mentre per i centri culturali si potrebbe pensare al riuso di edifici abbandonati, anche privati, presenti sul territorio (penso ad esempio all’ex Cinema), ritengo davvero che potrebbero rappresentare un modo per risolvere il problema. Purtroppo ad oggi possiamo utilizzare solo i locali scolastici che devono essere presieduti da personale impossibilitato a lavorare oltre le ore 18:00.
 
Licia Firro, cittadina
Per me non funziona il servizio pubblico sportivo, lo dico pensando ad una situazione che mi sta particolarmente a cuore, infatti la succursale del Liceo tanto desiderata che si trova presso Via Isola Bella non ha la palestra questo rappresenta un grave problema per ben dieci classi. Nelle istituzioni educative è importante che lo sport funzioni.
 
Nicolò Dionisi, studente
Vorrei che si tenessero in considerazione le politiche giovanili. 
 
Davide Bevignano, studente
Mancano spazi pubblici di aggregazione per i giovani. Luoghi come quelli in cui esistono realtà come Fab Lab. Inoltre abbiamo pensato con altri ragazzi di istituire il consiglio comunale dei giovani per dare il nostro contributo alla collettività. Infine vorrei ricordare il problema dell’aumento del prezzo dell’abbonamento mensile ai mezzi pubblici che è passato da diciotto a trentasei euro, questa cosa non favorisce l’uso dei mezzi. Ricordiamo anche che non esistono ad oggi sconti in base alle fasce ISEE e tariffe specifiche per studenti come accade in altre città europee.
 
Ugo Iannuzzi, iscritto PD e membro di Associazione Quartiere Vivo
Anche per me la cosa fondamentale è il decentramento amministrativo, risolverebbe molti problemi. L’associazione di cui faccio parte ha risolto alcuni questioni come la gestione di zone verdi. Si è anche occupata di asfaltare un tratto di via Nomentana che finalmente resiste a distanza di anni ,a differenza della passata gestione il cui lavoro di asfaltatura non durava più di 2 mesi. 
 
Giuseppe Spataro, cittadino
Vorrei porre attenzione al problema dell’edilizia scolastica, in particolare alla scuola Panini dove la situazione resta ferma da tempo.
 
Alfredo Manari, cittadino
Vorrei porre due questioni. La prima è la presenza di numerosi terreni di Enti che difficilmente vengono edificati e potrebbero essere dati in concessioni a società vessate da affitti insostenibili. La seconda riguarda l’Atac che per raggiungere i chilometri prefissati da contratto allunga il percorso dei mezzi pubblici in zone sperdute, lasciando a piedi le persone che invano attendono alle fermate il proprio autobus. Occorre fare un vero rinnovamento, auguro al futuro sindaco di avere il coraggio di cambiare la situazione con spirito garibaldino.
 
Mariagrazia Rinaldi, cittadina
Vorrei sapere dal futuro sindaco se la viabilità sarà una priorità o resterà un problema eterno. Inoltre vorrei chiedere quanto considera cruciale nel suo programma il trasporto pubblico? Un trasporto pubblico che non funziona ci allontana dal concetto di città moderna. Mi domando allora se è di sinistra pretendere ad oggi il pagamento del biglietto da parte di tutti.
 
Traiano Filippi, 91 anni 36 di lavoro presso Atac come Dirigente settore esercizio con funzione di vicario
L’Atac in passato è sempre stata una risorsa per la città. Anche nel dopoguerra intervenne con grossi aiuti per risollevare le condizioni del trasporto pubblico. Posso ricordare nella mia esperienza come dal ’39 al ’48 furono istituite le Linee Celeri ,costituite da bus privati per incrementare il servizio di trasporto. Per me oggi c’è l’estrema necessità di mettere più vetture a disposizione senza dimenticare di avere una visione realistica del problema complesso dei trasporti pubblici.
 
È stato un pomeriggio articolato, abbiamo avuto contatti con le problematiche che una grande azienda deve affrontare, da un lato; dall’altro, con lo “stato di emergenza” in cui vive almeno una parte della collettività del III Municipio, in luogo della normalità e della serenità. 
Abbiamo provato a estrapolare ancora una volta alcuni concetti chiave che ci aiuteranno nell’analizzare e dare concretezza alle priorità del nostro programma per Roma:
  • spazi di socialità;
  • viabilità;
  • decentramento;
  • scuola;
  • lavoro. 
Ancora grazie di cuore per i preziosi contributi.
#TUTTAROMA continua.  
 

 


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