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Marino in campo attacca tutti "Primarie, i dem disertino le urne"


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Roma, 08-02-2016
Fonte: La Repubblica

«Io non mi riconosco più nel Pd di Matteo Renzi e non andrò a votare alle primarie perché il partito che le organizza è lo stesso che le ha fatte nel 2013 e poi le ha tradite mandandomi a casa. Dovremmo perciò invitare il Pd a rinunciare a questa farsa. Credo che un vero democratico debba disertarle per dare un segnale chiaro». Il "marziano" è tornato. E si è moltiplicato. Per almeno 200. Tanti quanti erano i partecipanti alla prima assemblea pubblica di "Parte civile - Marziani in movimento", l' associazione nata dal gruppo facebook "Io sto con il sindaco Ignazio Marino", tenuto a battesimo ieri dall' ex inquilino del Campidoglio. Maglione di cachemere color castagna, camicia slacciata e pantaloni sportivi, il chirurgo un tempo dem ha fatto un altro passo verso una nuova discesa in campo. Che comunque ci sarà - non si sa ancora se in prima persona o per interposta lista civica, magari omonima - e avverrà non prima del 6 marzo, data del gazebo day. È lui stesso a farlo intendere: «Credo sia importante iniziare a costruire una forza civica per arrivare ad una candidatura a sindaco », spiega al suo popolo. Badando però a lasciare aperto uno spiraglio per il centrosinistra, anche se talmente stretto da risultare impraticabile: «Ai partiti che vogliono sostenere questa forza civica dico: rinuncino ai loro simboli e si uniscano a noi». Un appello a SI e al candidato Fassina seduto in platea perché «il dialogo con Marino non si è mai interrotto », ovviamente. Ma pure a quanti, nel Pd, avevano sostenuto l' identica proposta targata Tocci. Fa sul serio, l' ex primo cittadino. Sempre più determinato a voler dire la sua su Roma, Renzi e il commissario: «In queste ultime settimane il governo, oltre a mettere il burqa alle statue, ha autorizzato a rimettere i camion bar in alcune zone. Credo sia un errore grave», attacca. «Ho visto riapparire i caldarrostai da dove li avevamo tolti a piazza Navona. E proprio lì, davanti un' auto dei vigili, che non hanno purtroppo l' intuito investigativo per capire che si tratta di un abusivo». Un fiume in piena: «Per una legge voluta dal governo Renzi, esiste la possibilità di indicare dei siti dove bruciare, incenerire o gassificare i rifiuti. C' è il rischio concreto che possa essere autorizzata la riapertura di Malagrotta. Non può essere accettato o tollerato. Chi lo vuole non è di sinistra». Un Marino a tutto campo, che continua ad agitare i sonni democratici. Ma se Giachetti sembra non curarsene («Io mi occupo di Roma, non dell' ex sindaco») Morassut definisce l' appello a disertare i gazebo «distruttivo ed egocentrico. Abbiamo bisogno di unire le forze per non riconsegnare la città ad una destra che ha fatto danni enormi e che oggi si copre con il finto velo civico di Marchini ». Entrambi consapevoli che se "Ignazio" si candida, addio sogni di gloria.


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