Questo sito utilizza cookies tecnici e di terze parti per funzionalità quali la condivisione sui social network e/o la visualizzazione di media. Chiudendo questo banner, scorrendo o ricaricando questa pagina, ovvero cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Per maggiori informazioni consulta la privacy policy


 
HOME CHI SONO ARCHIVIO RASSEGNA STAMPA VIDEO #ROMATORNAROMA
Roberto Giachetti > Rassegna stampa > articolo

«Metro C, intervenga il prefetto»


Scarica la pagina del quotidiano

Foto articolo
Roma, 09-02-2016
Fonte: Corriere della sera

Da «una delle più grandi infrastrutture italiane» alla «più grande incompiuta del Paese». È il rischio, sempre più reale, che corre la metro C, la linea che - nel progetto iniziale - doveva scendere dai Castelli, attraversare il centro ed arrivare allo stadio Olimpico, e che invece potrebbe fermarsi molto prima, già a San Giovanni, poco più di metà percorso. I cantieri sono fermi, il Consorzio di imprese (Astaldi, Vianini, Ansaldo, Cmb e Ccc) lamenta «225 milioni di mancati pagamenti», il Comune (cioè la sua controllata «Roma Metropolitane», stazione appaltante dell' opera) ne ha offerti appena 26, sì e no un decimo. E il problema più serio è che i governi passano, le amministrazioni si susseguono, ma nessuno pare avere chiaro cosa fare effettivamente della linea. Perché, al di là dell' approdo a via dei Fori Imperiali (fin lì, almeno, ci sarebbero sia i finanziamenti che il progetto), il vero «buco nero» è il futuro. Metro C fa sapere: «Mercoledì (domani, ndr .) ci sarà un incontro al Comune col sub-commissario Castaldi per superare le criticità sui pagamenti che hanno portato al blocco lavori». Per ora, a farne maggiormente le spese sono i lavoratori: 500 operai sono stati già licenziati, altri cento stanno per finire per strada, visto che il Consorzio ha avviato le procedure per la messa in mobilità («Un atto dovuto», spiegano). E, ieri mattina, i rappresentanti di Feneal Uil, Filca Cisl, Fillea Cgil hanno organizzato una conferenza davanti al cantiere di Villa Gordiani: «Chiediamo - dicono - a Gabrielli di intervenire, altrimenti il 15 febbraio protesteremo davanti alla Prefettura. L' opera deve andare avanti, il prefetto convochi il ministro dei Trasporti Graziano Delrio». Un tema che, inevitabilmente, «impatterà» anche sulla campagna elettorale delle Comunali. All' evento di ieri mattina l' unico candidato sindaco presente era Stefano Fassina, di «Sinistra italiana»: «Presenterò - dice - un' interrogazione parlamentare per capire da Delrio lo stato dell' arte e chiederò un incontro al ministro. La linea C va completata ed estesa rispetto all' attuale progetto». Mancavano, invece, sia i due principali sfidanti alle primarie Pd, «i due Roberti» (Giachetti e Morassut), sia Alfio Marchini. Fassina attacca: «Dispiace che né Giachetti né Morassut siano venuti. Credo che chi si candida a governare Roma debba vivere dentro i problemi della città». Secondo Antonello Aurigemma e Davide Bordoni (Forza Italia) «Tronca si deve adoperare per superare le controversie». Per Marco Miccoli (Pd) «l' opera va finita, poi se ci sono stati sprechi e irregolarità si trovino i colpevoli». Stefano Pedica, in campo alle primarie Pd, è molto netto: «Diventerà come la Salerno-Reggio Calabria». Chiude Riccardo Magi (Radicali): «Nessuno ci può additare come gufi, ora che il fallimento metro C è sotto gli occhi di tutti. Bisogna rescindere il contratto».


Non ci sono commenti - Commenta l'articolo commenta