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Roberto Giachetti > Politica > articolo

Guai a chi pensa di minare il ruolo di Radio Radicale


Roma, 22-11-2009

Radio Radicale non è solo l’esempio più nobile e più autentico di quel che deve essere un servizio pubblico (e lo è a maggior ragione perché è in grado di fare servizio pubblico pur essendo di parte ed anche di partito). Radio Radicale è anche un esempio di cultura, di educazione civica, di formazione politica, di tutto quello di cui si sente un bisogno tremendo in questo momento della politica urlata, delle contrapposizioni a prescindere, delle deviazioni dai precetti costituzionali.

Radio Radicale è anche uno straordinario aiuto umano e sociale per tantissime persone che vedono, conoscono e vivono la realtà non solo istituzionale del nostro Paese attraverso le migliaia di ore che dedica a ciò che quotidianamente accade non solo in Italia ma nel mondo. Radio Radicale è servizio pubblico e formativo non solo per quel che trasmette in convenzione con il Parlamento ma per tutto il resto, ovvero la parte preponderante messa a disposizione generosamente senza che alcuno abbia mai pensato di quantificarla e retribuirla.

Soprattutto Radio Radicale è la sua storia, il suo lavoro, il suo impegno di decine di anni nei quali, nonostante le tantissime difficoltà che ha incontrato, non ha mai smesso di garantire la linfa di qualunque sistema democratico: l’informazione. Radio Radicale è stata maestra e pioniera per intere generazioni che si sono formate e sono cresciute con questo inconfondibile sottofondo che è stato sempre acceso nelle stanze di tanti protagonisti, non solo nel campo della politica ma in ogni settore della nostra società. Guai a chi abbia intenzione di indebolirla o, addirittura, di cancellarla.

Concordo con questa “mobilitazione preventiva” e spero davvero che non vi sia necessità di nessun’altra. Ma sia chiaro che, se si rendesse necessario, a difesa di questa radio bisognerà organizzare la più grande e spontanea mobilitazione democratica e nonviolenta degli ultimi tempi.


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