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Pd, parte la corsa a cinque Rivolta Fi su Dalla Chiesa


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Roma, 10-02-2016
Fonte: Il Messaggero

VERSO LE ELEZIONI Cinque candidati per le primarie Pd, una poltrona per due nel centrodestra dove oltre ad Alfio Marchini spunta anche il nome della conduttrice televisiva Rita Dalla Chiesa, subito respinta dai big romani di Forza Italia. I DEM Oggi scadono i termini per presentare le candidature, e le relative firme allegate, per le primarie del Pd. Salvo sorprese per l' appuntamento del 6 marzo si presentano in cinque: il deputato ed ex assessore di Veltroni Roberto Morassut; il vicepresidente della Camera, nonché già capo di gabinetto di Rutelli-sindaco Roberto Giachetti; l' ex senatore Stefano Pedica, già braccio destro di Di Pietro nell' Idv, il sottosegretario alla Difesa Domenico Rossi di Centro democratico e Gianfranco Mascia, portavoce dei Verdi di Roma. Ieri al Nazareno si è discusso delle regole: ci sarà una preregistrazione per immigrati e sedicenni. Una mossa per impedire il voto multiplo e soprattutto l' effetto Milano. Il sei marzo si voterà anche nei municipi per eleggere il candidato sindaco. I gazebo spunteranno sicuramente nel VII e nell' VIII municipio, guidati ora dagli esponenti di Sel. Per il VI, quello di Tor Bella Monaca, il candidato sarà scelto direttamente dal Nazareno: qui è in atto una guerra tra il mini-sindaco Marco Scipioni e il commissario Matteo Orfini. Una guerra a colpi di querele ed espulsioni. A sinistra del Pd c' è aria di attesa: al momento lo spazio è occupato da Stefano Fassina. Ma gli occhi sono puntati su Ignazio Marino. L' ex sindaco temporeggia, pensa a una lista - Parte civile - da contrapporre «al partito della Nazione di Renzi». I contatti con Fassina sono intensi. Se ne saprà qualcosa di più dopo il 6 marzo, quando uscirà il nome del candidato del Pd. Giachetti e Morassut continuano a fare appelli al popolo di Sel per il voto utile. Risposta dei vendoliani: «Senza una sinistra ampia, civica e popolare, il Pd a Roma non è competitivo e anzi i sondaggi confermano che al ballottaggio è più facile che ci vada un' alleanza tra Fassina, Marino, Sel e civici piuttosto che il Pd». I sondaggi, appunto, continuano a preoccupare il Nazareno. Morassut domani aprirà il comitato elettorale in via Ostiense 131, nel Palazzo degli Argonauti. E tra i vari sostegni nel mondo della sinistra storica ha incassato quello di Aurelia Petroselli, la vedova di Luigi, lo storico sindaco comunista della Capitale. I due principali sfidanti però si annusano ma non si azzannano più di tanto. Anche se Giachetti nota: «Ho visto che Bersani che, prima, in un' intervista a chi gli chiedeva se avrebbe votato Giachetti ha risposto "Per fortuna non voto a Roma", e poi cinque giorni dopo ha annunciato di appoggiare la candidatura di Morassut». Per il vicepresidente dalla Camera è iniziato il riposizionamento nel Pd su logiche nazionali. Anche se Morassut continua a ripetere: sono renziano e di sinistra. IL CENTRODESTRA Se le primarie non saranno un pranzo di gala per il Pd, nel centrodestra molti aspettano una fumata bianca dalla cena di questa sera a Palazzo Grazioli. Al desco di Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Primo piatto del menù: la scelta del candidato sindaco nella Capitale. Dopo i veti di Fratelli d' Italia al civico Alfio Marchini, che comunque tira dritto per la sua strada, ieri sera è spuntato il nome di Rita Dalla Chiesa. La conduttrice tv, figlia del generale ucciso dalla mafia, non piace a Forza Italia. Europarlamentari, deputati e senatori, ma anche i dirigenti locali l' hanno subito bocciato: «E' fantascienza». Lei, però, al TG1 non ha chiuso all' ipotesi: «Ne voglio parlare con Berlusconi». A fare il nome della Dalla Chiesa è stata la Meloni. Che ufficialmente ha messo in campo anche un candidato di bandiera: il deputato Fabio Rampelli, generale di Fratelli d' Italia. Il primo oppositore all' ipotesi Marchini. «Noi siamo di destra, lui no: di cosa parliamo?». Nella girandola impazzita del toto-nomi sono spuntati anche quelli di Simonetta Matone, giudice e ospite fedelissima di Porta a Porta, e l' ex presidente della Camera Irene Pivetti. Cosa accadrà questa sera? «Un altro giro di tavolo», rivela un autorevole fonte azzurra. Che aggiunge: «Silvio ritornerà all' assalto con Bertolaso, poi la sua seconda scelta è Marchini». In questa partita, più che mai, è a forte rischio la tenuta di quel centrodestra nato a Bologna qualche mese fa. In ballo c' è anche e soprattutto l' esito finale delle elezioni. Perché il civico Marchini, sostenuto dagli ex Ncd di Andrea Augello, dai conservatori e riformisti di Raffaele Fitto e, informalmente, da tanti pezzi di Forza Italia, non ha la benché minima intenzione di tirarsi indietro. «Le alchimie partitiche non mi appassionano - spiega Marchini - lascio ad altri il gioco dei veti. A me sta a cuore far funzionare il trasporto pubblico, aggiustare le strade, lavorare per il decoro e la pulizia, rendere gli asili nido finalmente accessibili alle famiglie, assicurare l' assistenza gli anziani e dare futuro e lavoro ai giovani. Noi vogliamo rimettere in moto Roma per garantire benessere e sicurezza». E stasera, dunque, nuovo giro di tavolo. Dopo l' andata a Milano, c' è il ritorno a Roma.


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