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A Roma Sel ha già scelto: gli avversari sono il Pd e le primarie


Roma, 10-02-2016
Fonte: L'Unità

Il caso Milano, dove Sel minaccia una candidatura alternativa dopo aver preso parte alle primarie che hanno scelto Giuseppe Sala candidato -sindaco, si riflette anche a Roma. Nella capitale la rottura da parte della cosidetta sinistra radicale nei confronti dell' alleanza di centrosinistra di cui ha fatto parte comincia prima delle primarie. Anzi Sel e Si si schierano apertamente contro questo strumento, rilanciando l' invito dell' ex sindaco Marino a disertare i gazebo. Dichiara Paolo Cento, segretario di Sel: «Giachetti e Morassut invece di fare improbabili appelli agli elettori di Sel prendano atto che le primarie nella capitale sono inutili e controproducenti perché non ricostruiscono una nuova alleanza. Senza una sinistra ampia, civica e popolare, il Pd a Roma non è competitivo e anzi i sondaggi confermano che al ballottaggio è più facile che ci vada un' alleanza tra Fassina, Marino, Sel e civici piuttosto che il Pd. Noi lavoriamo per governare Roma e cambiarla speriamo che i candidati alle primarie del pd aprano una riflessione vera sul futuro di Roma». Secondo Roberto Giachetti, vicepresidente della Camera e candidato alle primarie del 6 marzo, «cìè una tradizione della sinistra che vuol farsi male. Noi siamo bravissimi, anche quando abbiamo un' opportunità non dico scontata ma solida di fare buoni risultati, magari di sacrificare questo per dinamiche, lotte e odi interni. C' è un pezzo di sinistra che ci ha abituato a questo, l' abbiamo vista all' opera più di una volta». In questo è pienamente d' accordo anche il suo "competitore" alle primarie, il parlamentare del Pd Roberto Morassut che si sofferma anche sui movimenti nella sinistra radicale romana. «Un ticket tra Marino e Fassina? Lo vedo difficile - dice -. Invece chiedo ad Ignazio di candidarsi alle primarie anziché riempire i giornali di accuse e rancori che spingono i cittadini a non partecipare». Giachetti, intervistato da Radio Radicale, polemizza anche con l' ex segretario del Pd Bersani: «Ci sono delle dinamiche - premette - da cui non ci separiamo, per cui si è scatenato un posizionamento all' interno delle diverse sensibilità del partito. Noi dobbiamo andare oltre e costruire una candidatura in grado di andare e vincere al ballottaggio. Mi fanno sorridere alcune cose - aggiunge -: ho visto che Bersani che, prima, in un' intervista a chi gli chiedeva se avrebbe votato Giachetti ha risposto "Per fortuna non voto a Roma", e poi cinque giorni dopo ha annunciato di appoggiare la candidatura di Morassut"


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