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Al via le Primarie avvelenate del Pd


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Roma, 11-02-2016
Fonte: Il Tempo

È ufficialmente cominciata con la consegna delle 2.500 firme la sfida finale tra i candidati alle primarie del centrosinistra, ovvero del Pd con una spennellata di verde e di Area Popolare. Un avvio sottotono per una strada tutta in salita e con l' attesa, decisiva, dei candidati degli avversari maggiori, vale a dire centrodestra e MoVimento 5 Stelle. Ai nastri di partenza per la competizione pre -elettorale del centrosinistra, Roberto Giachetti, Roberto Morassut, Stefano Pedi ca, Gianfranco Mascia, Domenico Rossi. Nessuna donna in corsa. Due, di fatto, i candidati di punta, Roberto Giachetti, vice presidente della Camera dei Deputati, «rutelliano» doc e indicato direttamente dal premier -segretario Matteo Renzi, e Roberto Morassut, deputato ed ex assessore all' Urbanistica con Veltroni. Quasi un testa a testa tra i due che al momento hanno scelto una campagna elettorale «on the road» incontrando comitati e cittadini. Elementi espuntinecessari alla stesura del programma elettorale. Prima però occorre altro. Ovvero una strategia di partito in grado di prevedere e gestire la campagna elettorale in base agli avversari e dunque «adattare» il tiro, e il programma per la città. Ad oggi quindi due gli avversari da circoscrivere e attaccare, i 5 Stelle e l' ex sindaco Marino. Nona caso ieri il commissario del Pd Roma, Matteo Orfini intervenendo a Radio Radio è andato dritto al punto. «Siamo in testa nei sondaggi. Il MoVimento 5 Stelle sta crollando ha detto - perché emerge ogni giorno di più la pochezza amministrativa dove amministrano. Adesso problemi di abusivismo edilizio anche a Bagheria, ne esce una al giorno. Amministrano dieci città, è difficile fare così male. A destra la situazione piuttosto caotica. Noi aspettiamo di sapere chi ci sfiderà. Mi sembra che ci siano solo candidature contro il partito democratico e i suoi alleati, perché un centro sinistra c' è e parte come favorito». Una lettura ovviamente parziale, quella di Orfini, considerato che il candidato grillino ancora non è stato scelto e che dallo scandalo Quarto a giugno trascorreranno mesi preziosi per l' oblìo collettivo su fatti ben al di fuori del Raccordo Anulare. Anzi, con il processo di Mafia Capitale in corso, e con le battute finali calendarizzate a ridosso del voto di giugno, il Mo vimento 5 Stelle potrebbe uscire rafforzato da una campagna elettorale che, certamente, incentrerà su sperchi, scandali e manette scattate all' interno del Comune di Roma. Ma se i grillini sono tutto sommato un avversario sul quale ci si prepara da tempo a combattere, la vera incognita è quella della sinistra. Il tandem ipotizzato tra Stefano Fassina, candidato per Sinistra italiana e Sinistra Ecologia e Libertà e l' ex sindaco «marziano» Ignazio Marino, spaventa nonpoco perdue motivi. Il primo squisitamente «matematico». Fassina e Marino vengono entrambi dal Pd e rappresentano quella «protesta» all' autoritarismo di Renzi che, soprattutto a Roma dove il partito è stato "raso al suolo" può raccogliere un sensibile consenso, sottraendolo dunque al Pd stesso. Il secondo motivo è invece strategico e decisivo per la vittoria finale. In caso di ballottaggio tra il candidato del Pd e quello del MoVimento 5 Stelle, difficilmente la nuova «sinistra diffusa» (per dir la con il capogruppo Sel uscente Gianluca Peciola) rappresentata da Marino e Fassinaappoggerebbe il partito dal quale sono di fatto usciti e soprattutto nel caso in cui al ballottaggio ciar rivi Giachetti, candidato di Renzi. Probabile dunque un appoggio esterno ai 5 Stelle con un ostacolo, forse fatale, alla vittoria del Pd. In politica però esiste sempre un piano «B». E in questo quadro decisive saranno le scelte del centro destra. Il civico Alfio Marchini correrà per la guida del Campidoglio. Da solo o con l' appoggio del centrodestra, escluso al momento - Fratelli d' Italia. Uno schieramento che ad oggi conta sul 20% del consenso elettorale. Una composizione «civica» che per il secondo turno potrebbe offrire il guanto perla battuta finale al candidato del Pd costruendo un' alleanza trasversale che già a livello nazionale, pur zoppicando, funziona. Durissimo, infatti, il commento di Orfini su i due ex compagni dipartito. «Se Marino ritiene di doversi candidare insieme a Fassina in una sorta di riproposizione del "club dei rancoros". In bocca la lupo. Il Pd in questo momento si trova in uno scenario in cui abbiamo tutti contro, questa è la dimostrazione che siamo i favoriti». E la campagna elettorale vera e propria non è ancora cominciata.


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