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#TuttaRoma Diario di strada - XIII Municipio


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Roma, 10-02-2016

 MUNICIPIO XIII

Da nord a sud, da est a ovest, il nostro viaggio per #TUTTAROMA prosegue a ritmo battente. Se noi abbiamo scelto di intraprendere una campagna basata sull’ascolto della città, voi ne siete i veri protagonisti e animatori. Incontro dopo incontro, storia dopo storia, parola dopo parola, infatti, avete messo in azione in noi un motore di informazioni, che andranno a costituire gli organi vitali del nostro programma. Le criticità e le buone pratiche che incontriamo stanno parimenti nutrendo la nostra idea di Roma, affinché risulti credibile, di ampio respiro e attuabile.

Ogni itinerario ci pone di fronte a contesti articolati, alcuni dei quali necessitano letture diversificate e più specifiche; da parte nostra stiamo prestando la medesima attenzione al micro come al macro: alla piccola bottega a conduzione familiare come all’azienda con centinaia di lavoratori; alla buca di una strada come ad un grande cantiere impantanato da decenni.

 

E anche oggi il nostro appuntamento al Municipio XIII si è svolto seguendo questa linea. Il territorio si estende su una superficie di 68,670 Km2, parte da S. Pietro e arriva alla campagna oltre Castel di Guido sino al fiume Arrone, in prossimità del bivio di Fregene; e conta circa 137700 abitanti. Come buona parte della città ha una doppia anima: nuova e commerciale, da un lato; rurale e con numerose presenze archeologiche, dall’altro.  

Seguendo la nostra tabella di marcia, alle ore 16 abbiamo visitato l’IDI - Istituto dermopatico dell’Immacolata – dal 1990 riconosciuto come IRCSS (Istituto di Ricovero e Cura a carattere scientifico).
La struttura si attesta come un vero centro di eccellenza nazionale per la cura delle malattie dermatologiche. Portatrice di un metodo di lavoro in grado di coniugare e fare dialogare direttamente la ricerca scientifica e la clinica.
Le vicende fallimentari e giudiziarie che negli ultimi anni hanno messo in crisi l’Istituto appartengono alla cronaca; per noi è stato interessante conoscere lo stato dell’arte, i piani di rientro per risanare l’azienda e salvaguardare una struttura così importante, sia sotto il profilo sociale sia occupazionale.
Il nostro incontro con la dirigenza che gestisce la Fondazione e le rappresentanze sindacali si è svolto in un clima disteso, poiché tutti concorrono al medesimo obiettivo: normalizzare la struttura sul piano economico finanziario, e tutelare i posti di lavoro.
Molto si è fatto in questi anni, ma eventuali possibili tagli - ci hanno riferito - metterebbero in serio pericolo i lavoratori. Questi ultimi, dal canto loro, hanno espressamente richiesto di limitare i tagli di tipo lineare; di effettuare un monitoraggio serio e trasparente delle risorse pubbliche e di instaurare una linea diretta tra amministrazione regionale e locale – nel rispetto delle reciproche competenze – tra la struttura gestionale e i lavoratori. In definitiva, di fare uno sforzo per una realtà che ha già dato molto e per consentire alle persone e alle loro famiglie di respirare.

Non poco lontano dall’IDI, al Bar Cornelia, in Circonvallazione Cornelia 68, abbiamo preso un caffè con Lamberto Amori, Bruno Efrati, Alberto di Veroli e Umberto Moscato, rappresentati dell’Associazione commercianti di Via della Boccea.
Amori, presidente dell’associazione e attivo nel settore alimentare, ha fornito innanzitutto una fotografia della situazione generale in cui i commercianti svolgono le loro attività, i quali si trovano a fare i conti con la concorrenza dei grandi centri commerciali, l’abusivismo e la contraffazione della merce; nonché con varie forme di degrado urbano che affliggono la zona.
Il negozio di alimentari di Amori, che conta 20 dipendenti e 5 laboratori di produzione che entrano in attività alle 4.30 del mattino, è stato il primo ad insediarsi nella via. Ricorda che la sua famiglia nasce come norcini, suo suocero portava in bicicletta le salsicce e la carne, e poi la loro attività si è trasformata in una piccola impresa. Con l’apertura dei grandi centri di distribuzione nelle aree limitrofe, tutti i piccoli esercizi – loro compresi – si trovano in una condizione di sofferenza, se non di prossimità alla chiusura.
Quel che il signor Amori ci tiene a sottolineare è di prestare cura a queste piccole realtà che rappresentano per la comunità cittadina, soprattutto per le persone anziane, un importante punto di riferimento. La sparizione anche di uno solo di questi negozi corrisponde alla perdita di una tradizione, oltre che a mettere sul lastrico intere famiglie.
Un grande aiuto al sollevamento della situazione potrebbe provenire dalla costituzione di centri commerciali naturali, in grado di raggruppare esercizi che operano integrandosi tra di loro e con il tessuto urbano. Esistono dei fondi regionali per creare le condizioni di viabilità, panchine, illuminazione, e tutta una serie di servizi in grado di ridare appeal a via della Boccea, nel caso specifico, al pari dei grandi centri commerciali.
Bruno Efrati, attivo nel settore abbigliamento, ha posto l’accento sull’assenza di manutenzione delle strade e dell’illuminazione, sul deficit della raccolta differenziata, sull’assenza di parcheggio e segnaletica stradale, che limitano la vivibilità della zona.
Con Alberto Veroli, invece, abbiamo affrontato la questione del parcheggio sotterraneo nell’area Aurelio-Boccea, in piazza Giureconsulti, 7 piani per 650 posti e un costo di circa 35 milioni di euro, inutilizzato a causa della complessità e della lentezza dell’ingresso e dell’uscita dell’auto. La riapertura rappresenterebbe una risorsa non solo per il settore produttivo della zona ma anche per i residenti, poiché si tratta di un’area con una densità di traffico molto alta.

Dopo la nostra chiacchierata, ci siamo diretti al Centro Sportivo La Salle, in via Pagano 71, qui ad attenderci c’erano molti cittadini e militanti del PD, per la nostra assemblea di fine giornata.
Di seguito gli interventi.

Alberto Filisio, cittadino
Credo che il Partito Democratico abbia la forza adeguata per governare la città di Roma, ma questa energia deve essere ben spesa. Roma è una città che ha bisogno di risolvere problemi quotidiani per questo è importante il lavoro di ascolto dei cittadini.
La gestione municipale funziona ma occorre considerare il verde come un sistema organico da integrare in un progetto coinvolgendo anche i privati; in questo territorio sono presenti realtà come Villa Carpegna, Villa Pamphili, Parco Piccolomini che, se organizzate mediante un sistema connesso di verde pubblico, possono dare grande sviluppo e costituire luoghi di aggregazione. In questo processo sarebbe opportuno coinvolgere soprattutto i giovani che hanno idee innovative.  Concludo dicendo che a mio parere Roma deve rinascere attraverso il verde ma anche mediante l’arte e la cultura.

Salvatore Petracca, Presidente Associazione Sportiva La Salle
Vorrei iniziare parlando brevemente della storia di questo centro sportivo; quattro anni fa questa struttura era completamente abbandonata ma sognavamo di farla rinascere, così abbiamo lavorato affinché potesse succedere; nel percorso abbiamo incontrato molti ostacoli inaspettati ne cito solo uno per far comprendere la natura di questi impedimenti: abbiamo aspettato un anno e mezzo per l’allaccio del contatore da parte di Acea. Questo ci fa riflettere su come sia cruciale accorciare le distanze fra burocrazia e utente finale. Mi ricordo come nel 1993 c’era un clima magico dove luoghi come la Camera di Commercio avevano un ruolo di “motore” della città. Oggi questo spirito si è perso inoltre mi domando se non sia il caso di cancellare questi enti se non riescono a dare sviluppo e a fornire occupazione. Quando mi guardo intorno vedo un meccanismo che tende a legittimare l’irregolarità, con questo clima è difficile sentirsi tutelati. In questo senso vorrei chiedere al candidato di aiutare la macchina amministrativa allo scopo di sostenere gli impianti sportivi esistenti, favorendo la regolarizzazione degli stessi.

Maria Miletta, Insegnante ed ex amministratrice
La politica per me è il modo di vivere, nella professione di insegnante ho sempre cercato di non formare “pecore ubriache” ma persone con spirito critico capaci di pensare con la propria testa. Purtroppo a causa dei cattivi esempi i ragazzi non hanno più fiducia nella politica. La fiducia si conquista risolvendo i problemi, soprattutto quelli relativi al rispetto delle regole; per esempio il problema delle case occupate abusivamente a Torrevecchia o nel residence Bastogi è uno schiaffo a tutti quei giovani che devono pagare un regolare affitto o a coloro i quali la casa spetta di diritto in base ad una graduatoria. Per i giovani non si è fatto molto e rivedere le dinamiche del territorio è un modo per dare un buon esempio e da qui ripartire con iniziative di tipo culturale.
Inoltre invito l’amministrazione a controllare i lavori pubblici di rifacimento del manto stradale, troppo spesso fatti male. Infine in ultima analisi mi soffermerei sul tema della mobilità, a Montespaccato ci sentiamo cittadini di serie B, abbiamo pochissimi mezzi pubblici e il quartiere risulta isolato.

Simona Di Matteo , dirigente scolastica
Lavoro nella scuola ed esattamente nella periferia di Montespaccato. Considero la scuola un tema politico e culturale, qui si formano i cittadini del futuro. Nella scuola si deve parlare dei linguaggi inclusivi, noi ogni giorno cerchiamo di far fronte alle esigenze di disabili e stranieri compresi quelli appena arrivati. Vorremmo fare di più ma non abbiamo le risorse per accogliere in modo adeguato queste persone. Occorre un incontro scuola-amministrazione per poter comunicare direttamente semplificando le procedure. Davanti alle necessità di una scuola in cui convivono realtà difficili lo scarico di responsabilità delle amministrazioni è inaccettabile. Occorre fare progetti condivisi, collaborare per usare le risorse in base alle esigenze dei ragazzi. Penso al Parco dell’Acquafredda che potrebbe essere raggiunto a piedi dai ragazzi e quindi essere fruibile facilmente, ma che ad oggi è ancora non agibile.

Sandro Tomassetti, Presidente Associazione Sportiva AURELIADI
L’AURELIADI mette insieme diverse associazioni sportive quindi come presidente ho una visione completa di quelli che sono i problemi, ma anche le soluzioni per lo sviluppo di queste attività di tipo sociale. Molte di queste associazioni hanno problemi di impiantistica, manca un assessorato specifico nei Municipi e questo non va bene in quanto lo sport è vissuto soprattutto nei territori. Bisogna sostenere gli impianti esistenti con un fondo dedicato all’ammodernamento ed alla messa in sicurezza degli stessi. I centri sportivi hanno la potenzialità di poter divenire facilmente un luogo di aggregazione anche per anziani o disabili soprattutto nelle fasce orarie del mattino. Infine occorre recuperare gli impianti sportivi degradati e abbandonati presenti sul territorio, nelle periferie lo sport è un grande catalizzatore per i giovani.

Arianna Quarta
Il PRG attuale per me non funziona, si genera il rimbalzo delle competenze favorendo l’illegalità. Occorre prendere decisioni importanti che avranno riscontro a lungo termine; ho lavorato nell’amministrazione ma sono anche una cittadina del municipio e mi sento di dire che ogni situazione va studiata caso per caso, solo così si possono dare le giuste risposte. Generalizzare è inutile e dannoso, occorre guardare avanti. Vorrei sottolineare come il tema dei rifiuti sia ancora centrale, infatti il progetto dell’Isola Ecologica a Casal Selce ancora non vede luce e Battistini è satura di immondizia. Occorre fare una politica strutturata per far funzionare la raccolta differenziata. Infine credo sia importante ricordare la presenza nel nostro municipio di Castel di Guido: luogo di una bellezza naturalistica estrema, rappresenta un’eccellenza che giace dimenticata. L’azienda agricola non funziona più, la realtà rurale della zona fatta di sport, natura e scampagnate è un patrimonio da salvare.

Michele Grippa, cittadino
I punti sui quali vorrei porre attenzione sono:

  • L’autonomia dei municipi;
  • L’attenzione al degrado delle periferie;
  • I trasporti che dovrebbero essere più presenti nelle aree periferiche e non solo al centro.
  • Il decoro urbano
  • Il controllo del Territorio, episodi come il funerale dei Casamonica fanno riflettere.

I cittadini hanno bisogno di risposte concrete, le cose importanti ora sono quelle di cui si può avere un riscontro tangibile.

Enzo Cuozzo , Comitato quartiere Cavalleggeri,
Roma deve diventare una città europea. Il problema poi della zona di Cavalleggeri resta sempre quello dei bus turistici. Capisco che un disabile o una scolaresca abbia la necessità di raggiungere il monumento nelle vicinanze ma tutti gli altri dovrebbero utilizzare i mezzi pubblici, organizzarsi per non creare disagio ai cittadini residenti. Le stazioni esistenti penso a quella di Aurelia o la stazione ferroviaria di San Pietro sono poco sfruttate; vorrei ricordare anche l’esistenza della “Passeggiata del Gelsomino” realizzata da Veltroni che collega la stazione San Pietro in tutta sicurezza per i pedoni e con bellissime visuali panoramiche sulla cupola. Concludo ricordando come l’incrocio tra Piazzale Gregorio VII e Via Aurelia sia ancora teatro di morte per chi tenta l’attraversamento pedonale. In una città europea queste situazioni sono inaccettabili.

Massimo Minnetti – cittadino
Vorrei chiedere al candidato cosa propone il candidato per risolvere i problemi di viabilità. Intende allungare la metro o velocizzare i mezzi di superficie?

Simone di Rocco, iscritto PD
Credo che il Partito Democratico abbia esperienze e capacità adeguate per gestire i problemi di Roma, penso sia importante superare eventuali divisioni interne al partito e fare una sintesi delle varie posizioni per costruire il futuro della nostra città.

Antonio Maisto, cittadino
Il problema del capolinea di Battistini resta oggi una delle questioni cardine del territorio. La metro nel progetto originario doveva proseguire fino a Casal Selce, ma ad oggi ci ritroviamo con un capolinea fra quattro palazzi dove non c’è il parcheggio. Le persone che vanno a lavoro in metro sono costrette a svegliarsi alle cinque del mattino per trovare parcheggio nei pressi della fermata metro Battistini evitando così l’ora di punta delle ore sette. Un disagio grave che dimostra come non ci sia stata una pianificazione attenta ai problemi delle persone negli interventi fatti in passato.”

Antonio Messidoro, Iscritto PD
I giovani sono il futuro occorre fare politiche per favorire l’occupazione, snellire le procedure per l’apertura di attività e aziende. La burocrazia rappresenta un muro spesso insormontabile. I commercianti dopo aver ottemperato ai loro doveri di cittadini rispettando le regole, si trovano davanti banchetti abusivi che fanno concorrenza sleale evadendo le tasse.

È stato un altro pomeriggio proficuo, in cui abbiamo conosciuto piccoli e grandi spaccati della società romana e del suo tessuto urbano. Come ormai di consueto, proviamo a tradurre quanto recepito nel corso degli incontri in alcuni concetti chiave:

  • decentramento;
  • politiche giovanili;
  • decoro urbano;
  • mobilità;
  • semplificazione burocratica;
  • legalità.

Questa parola merita di essere sottolineata  oggi più che mai, perché il rispetto e la tutela delle regole, delle norme di trasparenza nella gestione amministrativa, negli appalti, sono gli unici antidoti contro il malaffare e le ruberie.

Grazie ancora per le parole preziose, i suggerimenti, e per l’affetto che state dimostrando con la partecipazione e il dialogo costruttivo di cui siete portatori, anche nelle difficoltà.

Noi continuiamo il nostro viaggio per #TUTTAROMA.


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