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Candidati Pd alle primarie col «tetto» Limite di spesa bloccato a 30 mila euro


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Roma, 13-02-2016
Fonte: Corriere della sera

Prendono i mezzi pubblici, girano per i quartieri, conoscono le difficoltà della citta con le barriere architettoniche, vogliono coronare il desiderio dei romani di tornare ad essere orgogliosi della propria città. Ieri i sei candidati alle primarie del centro-sinistra per il candidato sindaco hanno presentato i programmi e loro stessi in vista della sfida del 6 marzo. Pacati, a basso costo (per il tetto di spese elettorali bloccato a 30mila euro), a basso tasso di competitività - nonostante gli inviti del commissario Orfini ad inasprire il confronto er ingolosire gli elettori - ieri i candidati si sono raccontati.

Di fatto così è partita la campagna elettorale del centrosinistra, formalizzata qualche giorno fa dal deposito delle 2mila firme necessarie per partecipare alla competizione. Un tetto minimo che non è stato raggiunto solo da Chiara Ferraro, ragazza autistica, «abbiamo ritenuto di accettare anche la sua candidatura- spiega il segretario del Pd Lazio, Fabio Melilli - aveva presentato oltre mille firme che non sarebbero stare sufficienti». Chiara, 24 anni, capelli castani, occhi marroni è seduta all' inizio del tavolo, sorride, scuote la testa. La sua voce è quella del padre che ringrazia per l' occasione, «come avete visto Chiara non può parlare, ma noi siamo molto felici di essere qui e avere l' occasione di partecipare a queste primarie».
Il candidato Domenico Rossi, 64 anni, generale e sottosegretario alla Difesa sinteticamente espone il suo programma, «trasparenza, legalità e sicurezza», e manifesta la sua stima al commissario Francesco Paolo Tronca, «ci sta mostrando la strada da seguire».
L' ecologista Gianfranco Mascia, 54 anni, tra i fondatori dei Verdi, si definisce candidato «fuori controllo» e poi aggiunge, «fuori controllo degli apparati».
«Prendo i mezzi pubblici, parlo con la gente, vedo in che condizioni sono le stazioni della metropolitana Subaugusta, Anagnina», così il deputato dem Stefano Pedica. «Roma ha bisogno di verità e di stimoli».
Tutti parlano come se le primarie fossero state già superate, come se fossero già in corsa per la poltrona di sindaco. E se il fair-play ieri avesse avuto un «potenziometro», il livello più alto arriva con gli ultimi due candidati: Roberto Morassut e Roberto Giachetti. Nel suo intervento programmatico il primo - 52 anni, già assessore all' Urbanistica con Veltroni - esordisce con «Il nostro slogan è non avere slogan». Conferma che si concentrerà sulla riforma istituzionale di Roma Capitale, sulla ricerca di fondi per gli investimenti, sulla rimodulazione del bilancio e sulla valorizzazione del Patrimonio.

Ringrazia la ragazza autistica Chiara per la sua candidatura, Roberto Giachetti, sottolinea la sua campagna a basso costo, con piccoli finanziamenti: «Da 100 euro, che saranno tutti rendicontati da un studio di un commercialista e resi pubblici». E lancia le parole d' ordine per il futuro sindaco: «Onestà, onore, rigore, determinazione, competenza, ed ovviamente umiltà».


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