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«Salviamo lo stadio Flaminio»


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Roma, 13-02-2016
Fonte: Corriere della sera

Sullo stadio Flaminio abbandonato e degradato, dopo gli articoli del Corriere della Sera, firmati da Sergio Rizzo e Aldo Cazzullo, intervengono tre candidati sindaco. Secondo Stefano Fassina, «lo stadio va recuperato alla città. Valutiamo insieme, in una discussione partecipata da tutti gli stakeholders, i cittadini organizzati, tutte le società sportive, le imprese di eventi musicali e artistici, l' utilizzo migliore nel contesto di un piano strategico per lo sport e le grandi performance culturali. La soluzione tracciata da Cazzullo è una delle soluzioni possibili. È razionale, fondata su dati solidi: si realizza l' ammodernamento e l' ampliamento dello stadio per arrivare a una capienza di 40.000 spettatori e si vende a uno dei club di serie A. Invece di privatizzare gli asili nido, vendiamo lo stadio». Roberto Morassut ricorda invece di aver «più volte parlato di questo problema con Pier Luigi Nervi e sarebbe doveroso continuare a farlo tenendo conto delle molte idee che egli nel tempo ha immaginato. Si tratta di un' area con una sua delicatezza ambientale ed archeologica e di un bene identitario, con una "vincolistica" complessa e assai rigorosa. Cosa fare? Coinvolgere la città. Lanciare un progetto di architettura internazionale finalizzato alla rifunzionalizzazione dell' impianto e delle aree limitrofe - comunali - che dialoghi con l' Auditorium di Renzo Piano per ampliare il compendio culturale e creativo dell' ansa alle pendici dei Parioli. Un progetto accompagnato da un piano finanziario che preveda una utilità per il bilancio comunale e che tenga conto delle coordinate di tutela attualmente esistenti. Quel progetto - insiste Morassut - potrebbe essere poi inserito nel piano investimenti del bilancio comunale come nuovo Project Financing. Le risorse ricavate dovrebbero essere destinate alla realizzazione delle opere pubbliche di risanamento del quartiere». La proposta di Roberto Giacchetti è che il «Flaminio venga preso a simbolo di una situazione che deve cambiare. Nel II Municipio c' è stato un tavolo sulla questione che ha indicato come esigenze fondamentali il mantenimento della funzione sportiva e il completamento della sinergia con l' offerta culturale dell' Auditorium. Per lo sport il partner privilegiato è il Coni. Il presidente Giovanni Malagò ha espresso la volontà di prendere in gestione l' impianto e di valorizzarlo per ospitare eventi di grande rilievo nazionale e internazionale. C' è però da elaborare una strategia complessiva - aggiunge Giachetti - che riesca a mettere a sistema l' insieme di strutture che va dall' Auditorium alle caserme di Via Guido Reni (includendo, tra l' altro, il Viadot to e il Villaggio Olimpico)».


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